Brera Design District
febbraio 4, 2010

Brera Design District è un progetto culturale che ha come obiettivo primario la valorizzazione del quartiere Brera.
Sviluppando un sistema di comunicazione adatto a far emergere le eccellenze e i punti di forza attivi sul territorio si vuole arricchire la proposta culturale e l’appeal del quartiere, in grado di unire tradizione e ultime frontiere del design, per aumentare il numero di visitatori e fruitori attivi.
Brera Design District
attraverso la chiave di lettura del design e della creatività, mappa le eccellenze del settore e le mette in relazione in un sistema integrato di comunicazione su diversi device.
È attivo tutto l’anno con una serie di iniziative ed eventi.
L’appuntamento di lancio è il Fuorisalone, in concomitanza del salone del mobile, dal 13 al 19 aprile.
Brera è un quartiere storico di Milano che da secoli fornisce un fondamentale contributo alla vita culturale della città.
Brera è un luogo ricco di fascino e di cultura, un mondo abituato a precorrere le tendenze, dove arte, moda, design si intrecciano. Un luogo variegato, accogliente, caldo, percorso da grande fermento creativo ed artistico, dove la cultura si mescola all’happy hour e al divertimento.
Comunicare Brera come punto di riferimento per il design milanese, territorio con la più alta densità di showroom, gallerie, location, spazi dedicati al design e al contemporaneo in termini di arte e cultura.
È una operazione di marketing territoriale che vuole presentare le eccellenze , la tradizione e l’innovazione del quartiere anche in previsione del prossimo EXPO 2015.
maggiori info su www.breradesigndistrict.it
Public Design Festival
dicembre 15, 2009

Come si fa a immaginare un modello di cultura dello spazio pubblico?
E’ il design pubblico lo strumento per progettare città sostenibili per abitanti, negozianti, studenti, stranieri, viaggiatori e ospiti?
Cosa trasforma un crocevia di strade, automobili, semafori e traffico in una piazza? Come nasce una città che crea relazioni?
Perchè chiediamo a designer, architetti e giovani creativi di tutto il mondo di partecipare ad un bando di concorso internazionale per proporre idee e progetti per lo spazio pubblico?
Tra sopralluoghi, riunioni, conferenze e workshop, viaggi nel nuovo e nel vecchio mondo e contatti, c’è uno staff che studia, prova, sbaglia e riprova, ricerca, incontra e compra scimmie su internet…
E’ aperto il bando di concorso internazionale – duepercinque contest
Scade il 10 febbraio 2010

Moleskine: Detour Tokyo
ottobre 16, 2009

Moleskine: in mostra a Tokyo 50 i taccuini degli autori della collezione itinerante di Detour, che hanno deciso di contribuire al progetto donando il proprio taccuino alla Fondazione lettera 27.
All’inaugurazione di Detour Tokyo al MoMA Design Store di Omotesando del 15 ottobre, hanno partecipato oltre 600 persone, che indossando guanti speciali, hanno potuto sfogliare le pagine delle Moleskine degli autori seguendo il loro processo creativo mentre si sviluppa pagina dopo pagina…

Qui l’intera collezione Detour Tokyo.
Le strutturazioni tissurali. Il segno randomico 1964/65
ottobre 6, 2009
ANNOTAZIONI d’ARTE

Ugo La Pietra
“Le strutturazioni tissurali“
il segno randomico 1964/65
«(.) fin dall’inizio degli anni Sessanta i segni trasformano in visualizzazioni immediate fenomeni inerenti all’organizzazione spaziale urbana che si traducono in ritmo, regolare ripetitivo monotono, incapace di corrispondere alla natura dell’immaginario, piuttosto orientato a incasellare, imbrigliare in sistemi omologati e omologanti i comportamenti umani.
Come nelle tele punzonate di Castellani, nelle Strutturazioni tissurali di metacrilato di Ugo La Pietra, vere e proprie mappe di cosmi dalla pelle scabra e inveduta, s’insinua sempre una smagliatura che rompe la coesione del tessuto, una discontinuità nel territorio. (.)»
Con queste parole Elisabetta Longari nel testo introduttivo al catalogo, pone l’accento sulla ricerca artistica di La Pietra sviluppata attorno alla teoria del Sistema Disequilibrante che in questa mostra raccoglie una trentina di opere (alcune di grande formato e altre di media e piccola dimensione) realizzate a metà degli Sessanta su diversi supporti (metacrilato, tela, carta).
La Pietra, dopo le esperienze segniche con il Gruppo del Cenobio (1962-63 con A. Ferrari, A. Verga, A. Vermi, E. Sordini) e quelle della Lepre Lunare (1964 con V. Orsenigo), a metà degli anni Sessanta esplora il tema degli “elementi di disturbo all’interno della base programmata” con una serie di opere sia pittoriche (tele e disegni) che realizzate su metacrilato trasparente,
Queste ricerche visive sono chiaramente riferibili alla sua teoria “traducibilità dei nessi intercorrenti all’interno di una struttura urbana in visualizzazioni spaziali” (ed. Ares, 1966) in cui l’artista descrive con molti esempi come è possibile leggere la struttura urbana usando la tecnica delle visualizzazioni alla macroscala “attraverso elementi formali ridotti e piccoli elementi: punti”.
Gillo Dorfles, in una mostra di La Pietra alla Galleria Cenobio di Milano del 1965, utilizzava per la prima volta il termine randomico: “la programmazione delle aree strutturali nelle opere di Ugo La Pietra è di tipo randomico, provvista cioè di un alto quoziente di randomicità, di azzardo”.
Anche Germano Celant, nella presentazione della mostra di Ugo La Pietra allo Studio 2B di Bergamo nel 1967 parla di “un’apertura problematica sul tema della tessitura in cui è dato di notare la presenza di un disturbo, sorta di noise informazionale; un disturbo evidentemente non di ordine irrazionale ma programmatico, un dato di fatto che mira a porre l’accento sul disordine connesso al lento e graduale mutamento dell’aspetto della realtà visuale“.
Le opere esposte in questa mostra sono quindi la testimonianza di una ricerca su cui La Pietra fonderà successivamente la teoria del Sistema Disequilibrante, teoria che utilizzerà proprio elementi di disturbo per evidenziare (decodificare) le rigidità sociali e ambientali della struttura urbana.
Una teoria che rappresenta ancora oggi uno dei contributi più originali all’arte concettuale e all’architettura radicale della seconda metà degli anni Sessanta.
Inaugurazione giovedì 8 ottobre ore 18.00/20.00
8 ottobre – 20 novembre 2009
INGRESSO LIBERO
Annotazioni d’Arte
Via degli Elemosinieri 5
20127 Milano
Maggiori dettagli su strutturazioni tissurali sul sito ugolapietra.com
Inaugurazione Quadrante Europa Terminal Gate
ottobre 1, 2009
Inaugurato oggi, 1 Ottobre 2009, il Quadrante Europa Terminal Gate di Verona:
il piu’ moderno hub merci europeo che rappresenta il crocevia ideale per il trasporto merci stradale, ferroviario ed aereo, nazionale ed internazionale.
L’opera, frutto di un investimento di 35 milioni di euro, nasce dalla collaborazione fra professionisti italiani, svizzeri, austriaci e tedeschi; la fase di progettazione è durata tre anni (dal 2005 al 2008) e la realizzazione è stata ultimata nel tempo record di 11 mesi.
Qui il documentario che segue le varie fasi di progettazione e messa in opera del Terminal Gate Quadrante Europa
realizzato da Red-made.
L’importante viaggio inaugurale da Bologna a Verona sul treno Frecciargento è arrivato direttamente al piazzale dell’interporto di Verona, a fare gli onori per il Gruppo FS, l’Amministratore Delegato Mauro Moretti e il Presidente Innocenzo Cipolletta, il Vice Presidente della Commissione Europea Antonio Tajani e il Ministro delle Infrastrutture e Trasporti Altero Matteoli.
Alcuni scatti dell’inaugurazione:










Perdersi, lasciare casa, cercare casa, trovarsi
settembre 15, 2009

Eccoli, i film che vedrete al Milano Film Festival. 7 opere prime e 4 opere seconde.
Fare un concorso di (quasi) debuttanti significa lasciare i freni liberi al talento, alle idee non ancora contaminate dalle esigenze delle tasche. Significa esplorare i cinema del mondo e il mondo grazie al cinema. Opere eterogenee, in alcuni casi opposte, legate da fili sottili e lunghissimi. Ad esempio, dalla distruzione delle identità geografiche.
In Tobira no muko un esordiente britannico va a Tokyo a raccontare il dramma quotidiano degli affetti dalla sindrome di Hikikomori, mentre Londra è la meta di arrivo dei personaggi (e del regista) di Unmade Beds, scanzonata storia di ventenni alla ricerca di punti di riferimento.
La ricerca, appunto. I protagonisti di molti film sono personaggi solitari, un po’ ai confini della società, per scelta o per necessità, che d’un tratto devono fare un percorso di ricerca: la piccola Li Tong dell’omonimo film ultra-low-budget si perde nella bolgia di Pechino e non trova nessuno che la riporti a casa; il musicista di Here and There attraversa l’oceano per risollevarsi dalla bancarotta, ma deve fare i conti con la più temibile delle variabili: il sentimento; il divertente Futoko tratta, con leggerezza cinefila – che non fa mai male, in piccole dosi – di un cuore solitario che diventa, per caso, capofamiglia.
Fino al documentario Il figlio di Amleto del regista Francesco Gatti, recentemente scomparso, un’analisi appassionata di un pittore controverso, diviso tra l’amore per il suo modello e la cruda illusione svanita del successo; un film che non si può non guardare con un po’ di sincera malinconia. E ancora, la struggente ispezione nella follia di Crack Willow, che va in parallelo col personaggio (e il film) più estremo della selezione, quel Menteur che farà discutere, per il suo attacco cruento alla menzogna come regolatore sociale.
Talvolta, durante la ricerca, ci si incontra, e ci si lega. Come in Mary and Max, che oltre ad essere il primo film lungo di un premio Oscar al miglior cortometraggio è anche il primo film d’animazione in concorso nella storia del festival. E che pur essendo una storia animata non ha potuto fare a meno di smantellare i confini geografici, unendo i fili dei protagonisti tra Sydney e New York. O come nell’incantato Gallero, dove nel singolare universo dei combattimenti tra galli nasce un amore oltre la ragione tra persone di età molto distanti.
Gente che vola, che viaggia, che va da una parte all’altra del globo. Cinema che attraversa i generi e si lascia attraversare dalla vita.
La trentenne Carla, in Turistas, vaga senza meta nella foresta cilena e rimane sorpresa, incantata da quello che scopre. Ecco. Anche chi ha visto questi film, alla fine è rimasto sorpreso dalla continua, emozionante forza che il cinema vuole e fa di tutto per tenere viva.
Speriamo di riuscire a sorprendere anche voi. E a farvi perdere nella foresta.
Per informazioni e iscrizioni info@milanofilmfestival.it

Ferragosto
agosto 14, 2009
Buon Ferragosto…
…a chi lo passa al mare

in città…

bloccato in autostrada…

ai Caraibi..

on the road…

photo by Gregg Segal


