Moleskine: Detour Tokyo
Ottobre 16, 2009

Moleskine: in mostra a Tokyo 50 i taccuini degli autori della collezione itinerante di Detour, che hanno deciso di contribuire al progetto donando il proprio taccuino alla Fondazione lettera 27.
All’inaugurazione di Detour Tokyo al MoMA Design Store di Omotesando del 15 ottobre, hanno partecipato oltre 600 persone, che indossando guanti speciali, hanno potuto sfogliare le pagine delle Moleskine degli autori seguendo il loro processo creativo mentre si sviluppa pagina dopo pagina…

Qui l’intera collezione Detour Tokyo.
Le strutturazioni tissurali. Il segno randomico 1964/65
Ottobre 6, 2009
ANNOTAZIONI d’ARTE

Ugo La Pietra
“Le strutturazioni tissurali“
il segno randomico 1964/65
«(.) fin dall’inizio degli anni Sessanta i segni trasformano in visualizzazioni immediate fenomeni inerenti all’organizzazione spaziale urbana che si traducono in ritmo, regolare ripetitivo monotono, incapace di corrispondere alla natura dell’immaginario, piuttosto orientato a incasellare, imbrigliare in sistemi omologati e omologanti i comportamenti umani.
Come nelle tele punzonate di Castellani, nelle Strutturazioni tissurali di metacrilato di Ugo La Pietra, vere e proprie mappe di cosmi dalla pelle scabra e inveduta, s’insinua sempre una smagliatura che rompe la coesione del tessuto, una discontinuità nel territorio. (.)»
Con queste parole Elisabetta Longari nel testo introduttivo al catalogo, pone l’accento sulla ricerca artistica di La Pietra sviluppata attorno alla teoria del Sistema Disequilibrante che in questa mostra raccoglie una trentina di opere (alcune di grande formato e altre di media e piccola dimensione) realizzate a metà degli Sessanta su diversi supporti (metacrilato, tela, carta).
La Pietra, dopo le esperienze segniche con il Gruppo del Cenobio (1962-63 con A. Ferrari, A. Verga, A. Vermi, E. Sordini) e quelle della Lepre Lunare (1964 con V. Orsenigo), a metà degli anni Sessanta esplora il tema degli “elementi di disturbo all’interno della base programmata” con una serie di opere sia pittoriche (tele e disegni) che realizzate su metacrilato trasparente,
Queste ricerche visive sono chiaramente riferibili alla sua teoria “traducibilità dei nessi intercorrenti all’interno di una struttura urbana in visualizzazioni spaziali” (ed. Ares, 1966) in cui l’artista descrive con molti esempi come è possibile leggere la struttura urbana usando la tecnica delle visualizzazioni alla macroscala “attraverso elementi formali ridotti e piccoli elementi: punti”.
Gillo Dorfles, in una mostra di La Pietra alla Galleria Cenobio di Milano del 1965, utilizzava per la prima volta il termine randomico: “la programmazione delle aree strutturali nelle opere di Ugo La Pietra è di tipo randomico, provvista cioè di un alto quoziente di randomicità, di azzardo”.
Anche Germano Celant, nella presentazione della mostra di Ugo La Pietra allo Studio 2B di Bergamo nel 1967 parla di “un’apertura problematica sul tema della tessitura in cui è dato di notare la presenza di un disturbo, sorta di noise informazionale; un disturbo evidentemente non di ordine irrazionale ma programmatico, un dato di fatto che mira a porre l’accento sul disordine connesso al lento e graduale mutamento dell’aspetto della realtà visuale“.
Le opere esposte in questa mostra sono quindi la testimonianza di una ricerca su cui La Pietra fonderà successivamente la teoria del Sistema Disequilibrante, teoria che utilizzerà proprio elementi di disturbo per evidenziare (decodificare) le rigidità sociali e ambientali della struttura urbana.
Una teoria che rappresenta ancora oggi uno dei contributi più originali all’arte concettuale e all’architettura radicale della seconda metà degli anni Sessanta.
Inaugurazione giovedì 8 ottobre ore 18.00/20.00
8 ottobre – 20 novembre 2009
INGRESSO LIBERO
Annotazioni d’Arte
Via degli Elemosinieri 5
20127 Milano
Maggiori dettagli su strutturazioni tissurali sul sito ugolapietra.com
Inaugurazione Quadrante Europa Terminal Gate
Ottobre 1, 2009
Inaugurato oggi, 1 Ottobre 2009, il Quadrante Europa Terminal Gate di Verona:
il piu’ moderno hub merci europeo che rappresenta il crocevia ideale per il trasporto merci stradale, ferroviario ed aereo, nazionale ed internazionale.
L’opera, frutto di un investimento di 35 milioni di euro, nasce dalla collaborazione fra professionisti italiani, svizzeri, austriaci e tedeschi; la fase di progettazione è durata tre anni (dal 2005 al 2008) e la realizzazione è stata ultimata nel tempo record di 11 mesi.
Qui il documentario che segue le varie fasi di progettazione e messa in opera del Terminal Gate Quadrante Europa
realizzato da Red-made.
L’importante viaggio inaugurale da Bologna a Verona sul treno Frecciargento è arrivato direttamente al piazzale dell’interporto di Verona, a fare gli onori per il Gruppo FS, l’Amministratore Delegato Mauro Moretti e il Presidente Innocenzo Cipolletta, il Vice Presidente della Commissione Europea Antonio Tajani e il Ministro delle Infrastrutture e Trasporti Altero Matteoli.
Alcuni scatti dell’inaugurazione:










Perdersi, lasciare casa, cercare casa, trovarsi
Settembre 15, 2009

Eccoli, i film che vedrete al Milano Film Festival. 7 opere prime e 4 opere seconde.
Fare un concorso di (quasi) debuttanti significa lasciare i freni liberi al talento, alle idee non ancora contaminate dalle esigenze delle tasche. Significa esplorare i cinema del mondo e il mondo grazie al cinema. Opere eterogenee, in alcuni casi opposte, legate da fili sottili e lunghissimi. Ad esempio, dalla distruzione delle identità geografiche.
In Tobira no muko un esordiente britannico va a Tokyo a raccontare il dramma quotidiano degli affetti dalla sindrome di Hikikomori, mentre Londra è la meta di arrivo dei personaggi (e del regista) di Unmade Beds, scanzonata storia di ventenni alla ricerca di punti di riferimento.
La ricerca, appunto. I protagonisti di molti film sono personaggi solitari, un po’ ai confini della società, per scelta o per necessità, che d’un tratto devono fare un percorso di ricerca: la piccola Li Tong dell’omonimo film ultra-low-budget si perde nella bolgia di Pechino e non trova nessuno che la riporti a casa; il musicista di Here and There attraversa l’oceano per risollevarsi dalla bancarotta, ma deve fare i conti con la più temibile delle variabili: il sentimento; il divertente Futoko tratta, con leggerezza cinefila – che non fa mai male, in piccole dosi – di un cuore solitario che diventa, per caso, capofamiglia.
Fino al documentario Il figlio di Amleto del regista Francesco Gatti, recentemente scomparso, un’analisi appassionata di un pittore controverso, diviso tra l’amore per il suo modello e la cruda illusione svanita del successo; un film che non si può non guardare con un po’ di sincera malinconia. E ancora, la struggente ispezione nella follia di Crack Willow, che va in parallelo col personaggio (e il film) più estremo della selezione, quel Menteur che farà discutere, per il suo attacco cruento alla menzogna come regolatore sociale.
Talvolta, durante la ricerca, ci si incontra, e ci si lega. Come in Mary and Max, che oltre ad essere il primo film lungo di un premio Oscar al miglior cortometraggio è anche il primo film d’animazione in concorso nella storia del festival. E che pur essendo una storia animata non ha potuto fare a meno di smantellare i confini geografici, unendo i fili dei protagonisti tra Sydney e New York. O come nell’incantato Gallero, dove nel singolare universo dei combattimenti tra galli nasce un amore oltre la ragione tra persone di età molto distanti.
Gente che vola, che viaggia, che va da una parte all’altra del globo. Cinema che attraversa i generi e si lascia attraversare dalla vita.
La trentenne Carla, in Turistas, vaga senza meta nella foresta cilena e rimane sorpresa, incantata da quello che scopre. Ecco. Anche chi ha visto questi film, alla fine è rimasto sorpreso dalla continua, emozionante forza che il cinema vuole e fa di tutto per tenere viva.
Speriamo di riuscire a sorprendere anche voi. E a farvi perdere nella foresta.
Per informazioni e iscrizioni info@milanofilmfestival.it

Ferragosto
Agosto 14, 2009
Buon Ferragosto…
…a chi lo passa al mare

in città…

bloccato in autostrada…

ai Caraibi..

on the road…

photo by Gregg Segal
Focus Animazione
Luglio 10, 2009

Raddoppia quest’anno al festival l’appuntamento con la maratona di corti d’animazione: oltre all’ormai tradizionale e spettacolare proiezione il lunedì sera al Parco Sempione – lunedi 14 settembre dalle 21.00 -, la maratona è in programma anche giovedì 17 settembre alle 15.00 al Teatro Dal Verme.
È dedicato invece alla tecnica della pixilation il workshop tenuto dal regista e animatore portoghese José Miguel Ribeiro (Zeppelin Filmes) che guiderà i partecipanti nella realizzazione di un’originale storia d’animazione.
Le iscrizioni al workshop sono già aperte, solo 15 posti disponibili.
Chiude il focus dedicato all’animazione l’anteprima nazionale di Mary&Max, il pluripremiato lungometraggio del regista da Oscar Adam Elliot.
Per informazioni e iscrizioni info@milanofilmfestival.it

Selgas Cano Architects: ufficio nella natura
Luglio 9, 2009

l’ufficio nella natura: un tunnel immerso nei boschi coperto da una sottilissima finestra di plastica acrilica, Illuminato naturalmente senza mediazioni, ombra data da un muro realizzato con strati di poliestere e fibra di vetro.

Il progetto realizzato dagli architetti Jose Selgas e Lucia Cano (Selgas Cano Architects) lascia tutti a bocca aperta.. rilassante e silenziosa, questa particolare location si adatta perfettamente alle esigenze di chi, per lavorare, ha bisogno di concentrazione assoluta. Un posto con poche distrazioni ma sicuramente ricco di ispirazioni…
Yellow Treehouse Restaurant
Luglio 2, 2009

Situato nella foresta di Auckland (Nuova Zelanda) il Yellow Treehouse Restaurant, si inserisce con armonia nel meraviglioso ambiente che lo circonda. ..
un paesaggio suggestivo e un’atmosfera mozzafiato si potrà godere dal ristorante/bozzolo avviluppato intorno a un’antica sequoia a 12 metri di altezza.
come il sogno di tutti i bambini: la propria casetta sull’albero, un posto accogliente e avvolgente dove nascondersi e stare a contatto con la natura..

Architetture sostenibili, create con elementi modulari in pioppo, ospitano particolari locali raggiungibili con una passerella lunga 60 metri sospesa nell’aria..
il progetto è stato realizzato dalla Pacific Environments Architects
