brodo primordiale
qualche carota, un po’ di cipolle e rifiuti vari, dimenticati a macerare nel secchio dell’immondizia.. credo di aver scaricato nel water un litro di brodo primordiale!
qualche carota, un po’ di cipolle e rifiuti vari, dimenticati a macerare nel secchio dell’immondizia.. credo di aver scaricato nel water un litro di brodo primordiale!
lo senti alla mattina, poi al pomeriggio lo incontri per caso e nuovamente lo ritrovi la sera vicino casa, gira gira con il suo camioncino ripieno di gelati, tutto bene se non fosse che viaggia accompagnato sempre dalla stessa musica, per un attimo l’intolleranza ha la meglio però, poi, quando realizzi che quel povero pazzo per 8/10 ore al giorno sente sempre la stessa stridula canzoncina ti assale un gran senso di pietà accompagnato da brividi lungo la schiena.
AUIMMAWE AUIMMAWE AUIMMAWE AUIMMAWE AUIMMAWE AUIMMAWE
Se esiste una lista dei peggiori lavori al mondo andrebbe aggiornata, new entry in top ten.
ho bisogno, necessità, voglia, esigenza, desiderio di dare il nome ad un progetto.. è noto come l’ostinazione, testardaggine, cocciutaggine, insistenza, assillo non porti a nulla di buono, spesso si finisce sul vocabolario dei sinonimi e dei contrari a cercare, inseguire un intruglio di lettere che non è ancora pronto per essere scoperto, individuato, intuito, compreso, carpito.
Bisogna capire quando è il momento di trattenere il respiro, contare fino a 10 prima di ricominciare, riprendere, ripartire..
L’ascolto attivo, che vive nei momenti di relax, è naturalmente proteso verso la ricerca, presuppone attenzione ed è volto a soddisfare un desiderio.
L’ascolto passivo, è un’approccio di tipo multitasking, nasce con lo scopo di rompere il silenzio e non presuppone nulla di più di una scelta iniziale ed un play per trascinarsi all’infinito.
L’ascolto attivo non ha mete fisse, al contrario invece quello passivo, proprio per definizione, tende a fissarsi su un’unica meta, la mattina prima di iniziare a lavorare la routine del play.
Sono ancora in fase di test ma pare ch’io abbia trovato la mia routine musicale, musicovery è un player on-line con un database molto ricco, il pregio è che la passività del play è associata a poche semplici configurazioni che rendono le playlist molto affini ai gusti dell’ascoltatore, basta scegliere umore e genere, o più semplicemente una volta inseriti alcuni brani nei preferiti lasciare decidere a musicovery in base alle affinità, sono possibili altre configurazioni ma visto che è gratis meglio testare di persona, o no?
pensavo: un bel video, esercizio di stile, un prodotto interamente sviluppato in ambiente linux, perchè in fondo non ci credo che per fare un piccolo guizzo in motion graphics non si possa contare su Ubuntu.
Buone le premesse, avrei semplicemente giocato con i nomi dei software impiegati per la realizzazione, la scaletta era: Gimp, Inkscape, Jahshaka, Kino..Gimp, Xara, Jahshaka, Kino..Gimp, Xara, Kino..Gimp, Xara, Kdenlive..niente da fare
Non una combinazione che permettesse una buona produttività, software troppo immaturi, il videoediting è praticamente quasi scoperto, Jahshaka dopo due anni di abbandono oggi si trova non pienamente compatibile con i più recenti OS linux, c’è un po’ di deriva.
Dopo un po’ di lagne ho però il piacere di salvare Gimp, non sto a raccontare che non è Photoshop, racconto invece che è un software che ha un suo perchè, che non ha aree scoperte, che con la giusta dose di pazienza per approcciare alla sua interfaccia si presta comunque ad un uso professionale.
Office automation, internet e svago, per queste 3 ragioni passerei immediatamente ad Ubuntu, per il resto, mio malgrado, non si può, però, occhi puntati..
in fondo non esiste motivo al mondo per spiegare perchè nonostante gli occhi crepati dal sonno decido di esportare una jpg senza alcuna pretesa estetica, di esportarla dall’incesto ubuntu/photoshop…a volte è solo questione di ostinazione
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è un classico ad un certo punto fare una breve digressione nella selva delle Keywords, in realtà speravo di evitare, ho sempre valutato questa categoria di post quasi come un riempitivo di un altrimenti molto esplicativo non scritto.. è inutile negare che siamo tutti un po vanitosi e che in generale tutti lanciamo di tanto in tanto un occhio alle statistiche
Quant’è bella giovinezza, che si fugge tuttavia: questo pare essere il termine più ricercato su questo blog, alla luce di un numero discreto di post mi pare di ricordare lontanamente una veloce citazione della suddetta frase in un tempo ormai lontano, evidentemente il post in questione pare essere risultato parecchio gradito da Google, tanto gradito che le visite giungono anche da keywords affini, ed è proprio sulle keyword uguali ma non troppo alla celebre citazione De’ Medici che voglio soffermarmi.
Prevalentemente studenti, se proprio vogliamo dirla tutta prevalentemente ignoranti, se vogliamo ancora approfondire prevalentemente ingnoranti in cerca d’un commento, in cerca di chiarificazione sul misterioso significato di così sofisticata farneticazione.
quanto è bella giovinezza che pur fugge
giovinezza giovinezza che si fugge
quante bella giovinezza
commento de quant’è bella giovinezza
quant’è bella giovinezza commento
la giovinezza che fugge..
giovinezza si fugge
Secondo i miei calcoli al prossimo aggiornamento, Google, palato fine, potrebbe sovvertire l’ordine dei fatti e scavalcare il post che fu, sempre secondo i miei calcoli un po’ di cattiveria gratuita potrebbe stimolare reazioni interessanti.
1764000, se non vogliamo fare troppo i pignoli diciamo pure poco più di 1700000, tanti sono i pixel del nuovo notebook, rigidi nella forma ma variegati nel colore, tutti soddisfacenti e bla bla bla..questa volta non la racconto tanto lunga, 1763999 mi soddisfano ma quell’unico punto nero, quel lato oscuro della sorte m’innervosisce, non è poco ma non è abbastanza, pare che per risollevare il morale alla fortuna ne servano cinque, cinque piccoli quadrati per un nuovo monitor, è intanto lui rimane lì, da solo, lui non piace a me, ed a giudicare dalla fierezza con cui spicca io non piaccio a lui.